Uomini di corsa

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Uomini di corsa..uomini in carriera.
Uomini che hanno dimenticato cosa vuol dire vivere.
Non fermatevi.
Non osate guardarvi negli occhi.
Non innamoratevi.
Abbiate paura di ogni sensazione, abbiate paura di ogni emozione.
Correte, correte, correte verso una casa infelice, verso un lavoro infelice, verso una vita infelice.
Correte a guadagnare tempo, a guadagnare soldi: il tempo è denaro e voi non avete tempo.
Un barbone sdraiato per terra vi guarda, sorride.
Sorride perchè sa di essere superiore a voi, anche se calpestato.
Lui ha imparato cosa vuol dire vivere, sa guardarvi negli occhi e osserva con dispiacere questi uomini che corrono.
I suoi sguardi non sono mai ricambiati.
Si innamora dieci volte al secondo di persona che non hanno tempo di guardarlo in faccia, di donargli anche solo un piccolo sorriso.
Ma lui è superiore a voi, perchè lui è ancora in grado di sorridere, di sorridervi, senza vergogna, senza pensarci, lui vi sorride e voi non notate in suo sorriso.
La sua voglia di vivere voi non la capite, date per scontato e pretendete cose che lui sogna la notte.
Non sapete apprezzare ciò che avete, lui ne farebbe tesoro.
Sa osservare, sa sorprendersi ancora e canta, e balla, balla dalla gioia, balla dal dolore, balla quando c’è il sole, balla quando c’è la pioggia.
Balla e vede le stelle anche sotto un cielo grigio.
Lui vede oltre la nube tossica.
Lui riesce a scorgere anche la più piccola stella, quella meno luminosa, quella che nessuno mai noterà, e si identifica in lei.
Lui balla e gli uomini di corsa lo scrutano, questa volta sono i loro sguardi maligni a non essere ricambiati.
Questa volta sono loro ad essere impotenti rispetto a tanta vita.
Il barbone balla, guarda il cielo in cui voi non vedete niente.
Lui guarda il suo cielo stellato e non più i vostri occhi perchè sono ancora più vuoti, molto più vuoti di quel cielo che non vi impegnate ad osservare.
Si forma un cerchio intorno al barbone: un cerchio di protezione da quegli uomini correnti che hanno paura, paura di fermarsi a guardarlo, paura di essere visti.
Hanno paura di quella vita, hanno paura della loro stessa vita.
Il barbone urla, URLA la sua vita.
Attira qualche sguardo distratto, le code degli occhi.
Crudele paura.

Martina Luna Rubini
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