Legumi francesi

Il quaderno giaceva predisposto a un grande salto nell’inferno amaro di un canto strepitoso di tizzoni ardenti senza senso ne direzione apparente.

Il topolino attendeva l’arrivo della stufa, stufo di quel ciarlatano in televisione che gli plagiava l’anima.

Il CD e il caffè erano ottimamente predisposti così da poter essere gustati appena usciti dal bagno. Il film diceva poco a entrambi, forse perché era muto, o forse perché era distante anni luce da quei mille racconti redatti sotto diversi stati d’animo che solo quei versi avevano la capacità di contenere.

Particolarmente bello era il ventoso trascorrere di giorni tutti uguali dediti alla canina tradizione del riflettere.

Lo zen, lo zenzero, la stessa cosa quando mancano. Tutto è uguale a tutto quando non c’è, perché è assenza. Quindi giù di assenzio.

E desiderio di veder scorrere veloci i giorni. Non tutti.

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