Chiacchiericcio sul tempo
- Scritto da root alle 00:01:41 // //
- Appunti personali, Delirio alle due del mattino, Scienze e filosofia
ATTENZIONE:
questo è il risultato di un mio vaneggiamento basato sulle minime conoscienze che ho sulla relatività generale e altre teorie che io possa essere andato a ripescare. Questo testo è più di metafisica che di fisica in quanto non ho ne gli strumenti teorici ne pratici (matematici) per dimostrare o confutare ciò che ho scritto.
Consideriamo il tempo come una dimensione spaziale.
Quella che chiamiamo velocità quindi è il rapporto fra i segmenti che compongono la traiettoria visibile e il modulo del vettore temporale descritto dal moto di un corpo.
Un calcolo dello spostamento complessivo si otterrebbe quindi incrociando i dati spaziali con quello temporale.
Chiamiamo per comodità questo incrocio “somma”. Tale somma non sarebbe una semplice addizione poichè così come per trovare il secmento che descrive una traiettoria non basta una addizione s = Δx + Δy + Δz ma bisogna avvalersi del Teorema di Pitagora s = √(Δx² + Δy² + Δz²). Quindi la nostra somma, per estensione, dovrebbe essere s = √(Δx² + Δy² + Δz² + Δt²).
Ecco però che si pone un problema: l’unità di misura.
Noi definiamo il metro in funzione del tempo impiegato dalla luce per percorrerlo. Come omogeneizzare lo spazio al tempo (come definire “un metro di tempo”? Probabilmente dalla misura della velocità della luce nel vuoto che è costante)? E come interpretare “la nostra velocità” (divenuta rapporto fra segmenti)? TEnendo presente che maggiore è la “velocità spaziale” minore è la “velocità temporale”, si rende necessario un riduttivo concetto di tempo assoluto da attraversare (probabilmente è solo un concetto troppo lontano dalla nostra realtà per poterlo concepire quello di “tempo spaziale”, che non richiede la presenza di un “tempo” inteso come lo è normalmente, ma che non possiamo capire, un po’ come immaginare un tesseratto*)?
Si possono considerare altre dimensioni per ogni grandezza scalare nelle proprietà variabili delle cose, quali la durezza, dove queste si sposterebbero spinti, magari, dal “tempo” (quello problematico, assoluto, umano)?
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* Un tesseratto, l’equivalente del quadrato e del cubo, a quattro dimensioni.
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Giovedì, Luglio 9, 2009 - 18:10:08
Pensa che io mi chiamo Tessarotto Marco
Sabato, Luglio 18, 2009 - 22:36:31
Ahahah, giusto! Ecco perché mentre scrivevo sentivo dentro di me un impulso a reinstallare il driver dello scanner! (credimi, senza quel tuo post ancora non ci sarei riuscito xD lo uso anche ora che non sto più su ubuntu)